
VINCERE L’ANSIA
Il metodo “Il flauto di Pan”
Ed. Centro Studi Evolution, Verona 2008, p. 163 € 15
L’AUTORE
Gian Carlo Gobbi, psicologo e psicoterapeuta, è nato a Verona nel 1974, dove vive e lavora. E’ sposato e padre di due bambini: Gioele e Gionata. Collabora da anni con lo studio Kairòs e con il Centro Studi Evolution, nella psicoterapia, nella consulenza individuale e nella conduzione di corsi e seminari. Opera anche nel settore dell’orientamento scolastico e professionale. Ha pubblicato L’età della crisalide: l’adolescenza come fase della vita, in AA.VV. Adolescenza: l’età della crisalide, ed. C. Evolution, Verona 2007, Tutti a tavola! Il significato relazionale del cibo, in La cultura di una corretta alimentazione inizia da piccoli, Trento 2007) e Vincere l’ansia. Il metodo “Il flauto di pan”, C. Evolution, Verona 2008, che viene presentato.
Di che cosa tratta
Come porsi davanti all'ansia? Quante ansie possono sconvolgere il nostro equilibrio psichico? L'ansia ha una funzione solo negativa? Qual è il significato più profondo di questo sintomo in rapida crescita soprattutto nei paesi industrializzati? Esistono delle concrete strategie per poterla affrontare?Il libro parla dell’ansia in modo semplice, chiaro, divertente e intelligente. Nella presentazione P. Lombardo afferma: “Sono certo che tutti coloro che avranno la fortuna di entrare in possesso di questo illuminante e appassionato lavoro di Gian Carlo Gobbi, apriranno nuove finestre di consapevolezza da cui osservare in modo diverso il problema della propria e altrui ansia”.
Di che cosa parla
L'ansia può essere un'amica che viene a trovarci per invitarci alla danza dell'ascolto dei nostri bisogni più profondi e per generare la cultura del rinnovamento interiore verso uno stato di maggiore benessere psicofisico. Un libro scritto in modo chiaro, profondo e con un pizzico di sano umorismo che rende la lettura semplice e coinvolgente al tempo stesso.
Perché lo consiglio
La lettura del libro è scorrevole e piacevole, il contenuto profondo, i consigli pratici e concreti. Non occorre essere uno specialista. A mano a mano che si procede nelle pagine, si apprende che con l’ansia occorre non solo conviverci, ma che si possono attivare una serie di modalità comportamentali e cognitive che facilitano la capacità di controllo. Il libro si articola in tre capitoli: il primo affronta l’ansia nella sua realtà quotidiana e nelle varie fasi della vita; il secondo i vari tipi d’ansia e le prospettive terapeutiche, il terzo capitolo tratta del metodo “il Flauto di Pan”, che si presenta come un viaggio che accompagna il lettore nel suo percorso per vincere l’ansia.
Qualche passo
Quando compare l’ansia – “Ogni persona ha un nucleo d’insicurezza più o meno ansiogeno, che emerge in situazione delicate o di stress. L’ansia compare sempre in momenti fondamentali della nostra vita emotiva: per questo, va ascoltata e rispettata. La crisi d’ansia arriva quando qualcosa ci tocca a livello profondo, cioè quando dobbiamo attivarci per portare dei cambiamenti. Essa compare perché per troppo tempo abbiamo vissuto seguendo modi di pensare, abitudini, convinzioni che non ci appartenevano, ma che erano diventati degli automatismi, delle gabbie invisibili, e non ci permettevano di esprimere parti importanti di noi; tra l’altro, impedivano alle nostre sinapsi di svolgere. L’ansia, dunque, arriva quando c’è il rischio che si arresti la nostra crescita: quando è il momento di affrontare i problemi in maniera diversa, di utilizzare quelle risorse fondamentali che abbiamo dimenticato di avere, e di risolvere le problematiche che sono alla base del nostro malessere. E’ bene tenerla presente anche quando è passata, così da ricordare, in futuro, come abbiamo superato alcune difficoltà, per scegliere la via del cambiamento” (p. 43).
L’ansia nelle fasi della vita – “L’ansia si può manifestare nelle varie fasi della vita, in forme di diverse, in base all’età. Cambia l’espressione del disturbo nell’infanzia, nell’età adulta nella vecchiaia” (p. 55) […] “I bambino possono andare in ansia per separazioni, tensioni familiari, eccessi di responsabilità, cambiamenti che portano a un sovraccarico emotivo, aspettative elevate nella scuola o nello sport, oppure perché isolati, troppo sedentari, o perché fanno una vita inadatta alla loro età” (p. 56) […] “I giovani mal sopportano di provare ansia, perché non hanno ancora imparato a gestirla e a elaborarla razionalmente: allora la traducono impulsivamente in azione” (p. 57). […] “Ogni periodo della vita può essere soggetta all’ansia. In particolare, la terza età presenta dei cambiamenti che incidono profondamente sull’assetto della vita. Acciacchi, degrado fisico, malattie che accompagnano alla pensione. Anche i lutti possono funestare il corso degli anni. L’ansia, così, può estendersi e turbare un periodo che potrebbe essere di ricchezza interiore, di saggezza, di espansione delle relazioni umane (p. 63).
La terapia – “… l’ansia patologica va sempre curata, perché non vale la pena di sopravvivere quando è possibile, invece, vivere in modo pieno e autentico. Dai disturbi dell’ansia si può guarire; se è vero che di ansia non si muore, è vero anche che può diventare molto invalidante, impedendo di realizzare i nostri desideri e le nostre capacità e limitando il nostro livello di benessere. L’ansia va curata quando va ben oltre la situazione che l’ha scatenata, cioè quando è troppo intensa: quando non si riesce più a con durre un’esistenza accettabile, o quando diviene eccessivamente limitante” (p. 88).
Il metodo “Il flauto di Pan”- “Se siete giunti a leggere questo libro fino a questo punto, senza averlo riposto in libreria dietro le ricette di suor Germana né averlo gettato nel cestino o regalato a qualcuno che vi è antipatico (nel caso che non vi fosse proprio po9aciuto e l’amico fosse davvero antipatico), vuol dire che siete pronti: siete ben predisposti a trarre beneficio, spunti e stimoli nuovi da quanto seguirà. Forse ci vorrà un po’ di pazienza, soprattutto all’inizio, ma la costanza vi premierà. Inizialmente ero piuttosto scettico sull’uso della parola “metodo”. E’ abusata: esiste un metodo ormai per tutto. Mi sembrava troppo impegnativa, che potesse dare adito a facili entusiasmi. E’ ovvio che non può esistere un metodo universale. Ognuno in base alle proprie caratteristiche, lo renderà proprio: questo è già più che sufficiente. […] Perché si chiama Il flauto di Pan?” (p. 104).
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